After Life – Recensione

Indice della Recensione

Un gioiello nascosto

Il catalogo di Netflix è pieno di prodotti spesso sottovalutati. After Life è sicuramente tra questi. Si tratta di una serie ormai giunta alla conclusione, composta da 3 stagioni. After Life è una serie britannica creata, diretta, prodotta e interpretata da Ricky Gervais. La terza, ed ultima stagione è stata diffusa dal gigante dello streaming lo scorso 14 Gennaio.

La serie racconta le vicende di un giornalista, Tony (Ricky Gervais), che ha da poco perso la moglie a causa di un tumore al seno. Tra la depressione e una vita che ormai gli appare vuota e priva di significato, Tony cerca di andare avanti anche a discapito di chi gli sta intorno. Convinto di avere un super-potere, il protagonista presto dovrà fare i conti con la sua coscienza cercando di aprire di nuovo il cuore alla vita.

Come saprai le recensioni su queste pagine sono prive di spoiler, per cui non ti svelerò altro sulla trama.

Un’altalena di emozioni

After Life ha il pregio di catturarti fin dal primo trailer e nonostante la poca popolarità di cui gode tra gli utenti Netflix, lo show si destreggia bene nell’arco delle 6 puntate di ogni stagione. Tony lavora presso il giornale cittadino, circondato da colleghi che si rivelano presto essere ben caratterizzati. Ognuno dei personaggi presentati nella serie è rappresentato con delle caratteristiche ben definite, quasi caricaturali ma mai banali. Lo psicologo, per esempio, interpretato da Paul Kaye, non è altro che la raffigurazione di quell’aspetto della società contemporanea sempre pronta a giudicarti, attenta nell’apparire ma marcia dentro.

Ogni singolo personaggio che appare nelle 3 stagioni ha delle caratteristiche marcate che ti indurranno inevitabilmente a riflettere sulla natura stessa dell’uomo e della società contemporanea. Se la prima stagione è quella di presentazione, grazie alla quale riusciamo ad entrare in sintonia con i personaggi conoscendone il carattere, la seconda può essere definita come quella dello sviluppo narrativo. La terza ed ultima stagione invece chiude il cerchio lasciando un senso di malinconia che solo le grandi produzioni sono in grado di trasmettere.

Troppo breve?

Guardando i titoli di coda dell’ultima stagione mi sono posto questa domanda. Quando ti affezioni ai personaggi e alle loro storie è inevitabile desiderare che lo show continui. Ma guardando nel complesso il viaggio intrapreso con After Life, posso confermare che la storia doveva concludersi prima di scivolare nella banalità. Probabilmente parte della potenza narrativa è dovuta anche a questo aspetto.

Conclusione

After Life è un gioiello, una di quelle opere che, come sulle montagne russe, è capace di farti ridere e piangere quasi contemporaneamente. Una produzione originale Netflix che riesce a non scadere mai nel banale ed a lasciare un vuoto significativo alla sua conclusione. Non ti pentirai di averla guardata e, nel bene o nel male, ti sarà riuscita a trasmettere emozioni forti.