Rise of Cultures cover

Rise of Cultures – Recensione

Indice della Recensione

Rise of Cultures è uno tra i giochi strategici più interessanti nel mercato mobile. Scopriamo nei particolari le caratteristiche dell’opera di InnoGames

Gli store sono pieni di giochi più o meno accattivanti. Spesso dietro la maschera accattivante si cela un pay-to-win ed è raro trovare dei prodotti validi, gratuiti e non noiosi. Rise of Cultures non è esente da difetti, ma è un giusto compromesso domanda e offerta. La prova è stata fatta su un iPhone X, ma il gioco è disponibile anche per utenti Android, oltre che su iOS.

InnoGames non è nuova in questo genere di videogame, basti pensare al famosissimo Forge of Empires, vero e proprio cavallo di battaglia della software house tedesca.

Grafica semplice

La semplicità spesso è la miglior virtù. Quando si parla di gestionali e strategici non è sempre vero, ma sicuramente lo è quando si parla di grafica. La pulizia e la grafica quasi fumettosa (in stile Civilization) rendono il primo impatto con il gioco molto piacevole. Per fortuna non siamo di fronte a quei classici manageriali dove la confusione regna sovrana. In ogni schermata e in ogni contesto il gioco mantiene una sobrietà alla lunga molto apprezzabile. Certo, l’accesso a qualche menù è particolarmente macchinoso ma al netto di questi pochi casi, tutto funziona bene, senza blocchi o cali di framerate.

Dalla pietra alla civiltà

Come avrai facilmente dedotto, in Rise of Cultures sarai alla guida di una civiltà primordiale. Attraverso lo sviluppo di risorse, la ricerca di tecnologie e una campagna militare minimalista, dovrai guidare il tuo popolo verso il progresso. Una pratica disposizione in ere renderà tutto semplice e fluido. Inizierai dall’età della pietra (40000 a.c.) fino ad arrivare all’età dei Franchi (500 d.c.). In futuro ci saranno altre epoche che prolungheranno l’esperienza fino ad abbracciare l’età contemporanea e oltre. Potrai controllare diverse civiltà come quella Egizia, Cinese e Maya. Anche questo aspetto sarà sicuramente rimpolpato da futuri update.

Uno scontro totale, o quasi

Come già accennato, il progresso dovrà passare attraverso una campagna militare. Questo aspetto è poco curato in Rise of Cultures e pur proponendo molti scontri, la qualità del risultato finale mi ha lasciato più di qualche perplessità. La disposizione delle truppe nel campo di battaglia sembra poco significativa nella reale economia dello scontro. A prevalere sarai sempre tu a patto di aver effettuato i giusti upgrade tecnologici a truppe e strutture militari. Viene meno dunque l’aspetto strettamente strategico relegando le guerre e mere operazioni finalizzate al progredire della campagna (e dello sviluppo). Inoltre la totale assenza del PVP (battaglie contro altri giocatori) è una grave mancanza in un titolo del genere.

Quanto costa

Uno dei maggiori pregi del gioco è quello di non essere pay-to-win. Ovviamente avrai la possibilità di spendere soldi reali in cambio di vantaggi in-game ma anche senza uscire un centesimo potrai progredire facilmente nel gioco. Probabilmente l’assenza (per ora?) della competizione con altri giocatori non rende particolarmente necessario mettere mano al portafoglio. Staremo a vedere se in futuro resterà così.

Conclusione

Rise of Cultures ha delle basi solide e delle idee centrate. E’ un gioco vecchio stampo e l’assenza del PVP lo conferma ulteriormente. Sicuramente InnoGames ha ancora molto lavoro da fare, aumentando le ere disponibili e le civiltà da esplorare ma il punto di partenza sembra essere buono. L’aggiunta di una qualche componente competitiva è d’obbligo a patto che questo non trasformi la natura del gioco nell’ennesimo pay-to-win.

Fonte: Sito ufficiale.