Sulla piattaforma di streaming Disney+ è disponibile la prima (e forse unica?) stagione di Y: The Last Man una serie tv tratta dal fumetto Y – L’ultimo uomo sulla terra, scritto da Brian K. Vaughan e Pia Guerra. Scopriamo insieme qualche dettaglio in più su questa produzione attraverso una recensione spoiler-free.

L’apocalisse che va di moda
La serie, come suggerisce lo stesso titolo, racconta le vicende di Yorick Brown (Ben Schnetzer), l’ultimo uomo sopravvissuto sulla terra. La “fine del mondo” è un argomento molto di moda nell’ultimo decennio. Serie Tv, film, fumetti, libri e videogiochi hanno raccontato di scenari post-apocalittici come sfondo a storie, a volte, inaspettatamente profonde (vedi il caso di The Last of Us). Il terrore di un futuro (possibile, anche se a volte improbabile) in cui l’esistenza del genere umano è a rischio, fa da motore trainante per tutte queste produzioni, accomunate da alcuni tratti ben definiti.
In questo caso sono i portatori, sia umani che animali, del cromosoma Y ad estinguersi ad eccezione appunto del nostro protagonista e dalla sua scimmietta. Non è chiara la causa di questa improvvisa catastrofe e l’alone di mistero scientifico intorno a questa apocalisse permane fino alla fine della stagione.
Nel cast troviamo anche Diane Lane e Olivia Thirlby rispettivamente la mamma, la sorella di Yorick.
Tante storie ma un protagonista
Come spesso accede in produzioni a tema post-apocalittico, mi sono ritrovato spettatore di diverse storie, ciascuna delle quali caratterizzata da personaggi ed eventi diversi che alla fine si uniranno, presumibilmente, in un unico scenario narrativo. Questi 10 episodi servono principalmente a presentare i personaggi e ad introdurre le loro disavventure senza però nessun tipo di approfondimento.
La carne sul fuoco sembra davvero parecchia e di per se la produzione risulta godibile e accattivante, non tanto per il contesto post-apocalittico quanto per la scelta originale di immaginare un mondo governato dal solo sesso femminile.

Una realtà troppo forzata
La riflessione indotta nello spettatore appare ovvia ma per nulla banale nella sua analisi. Un futuro in cui l’assenza totale di un sesso (maschile in questo caso) sconvolge gli equilibri sociali, economici e biologici è realmente possibile? Al di la degli aspetti prettamente scientifici, l’equilibrio mondiale sarebbe realmente compromesso? A mio avviso, ovviamente no! Proprio in virtù di questa considerazione, ho trovato alquanto forzate alcune scelte narrative che risultano inverosimili anche in uno show che fa dell’immaginazione il suo presupposto imprescindibile.
D’altronde è risaputo che sull’altare di una produzione fantascientifica spesso va sacrificato il raziocinio ma sono compromessi che a volte risultano ostici da metabolizzare.
Conclusione
La nota peggiore è infine riservata alla seconda stagione dello show che, probabilmente, non si farà. Y: The Last Man è riuscito a catturare la mia attenzione, vuoi per la curiosità o forse per il contesto originale in cui è ambientata. Non sapere la causa di tutto e soprattutto non conoscere il proseguo delle vicende di Yorick mi ha molto deluso. E pensare che Disney sembrava aver puntato forte su questa produzione, come testimonia la corposa campagna pubblicitaria che ha accompagnato l’uscita della prima stagione.
La speranza è l’ultima a morire si sa e, in questo caso, speriamo sia donna.